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intestazione vademecum

1. È NECESSARIO CHE I COMPITI VENGANO SCRITTI IN STAMPATELLO ALLA LAVAGNA
affinchè tutti abbiano il tempo per scriverli sul diario, impiegando il tempo loro necessario. Spesso per i ragazzi con DSA , sono indispensabili copie o trascrizioni di compiti, appunti e comunicazioni.

2. MAI DARE ENFASI AGLI ERRORI
soprattutto a quelli grammaticali, ma valutare particolarmente i contenuti. Spesso i compiti, in classe sono zeppi di segni rossi che non fanno altro che avvilire i ragazzi.
Affinchè siano recepiti devono essere pochi e significativi.

3. MAI INVITARE A LEGGERE AD VOCE ALTA poiché potrebbero esserci difficoltà in tal senso. E non è sforzandosi che si migliorano le prestazioni

4. LE INTERROGAZIONI E LE VERIFICHE VANNO PROGRAMMATE
e mai più di una al giorno.

5. DARE METODI E STRUMENTI ADEGUATI
è compito della scuola (mappe, libro digitale, CD ecc…)
come pure definire gli strumenti compensativi, e le misure dispensative

6. LA LINGUA STRANIERA È SOPRATTUTTO UNA LINGUA PARLATA,
deve quindi essere privilegiata la lingua orale e il dialogo, sia nello studio quotidiano, sia nella valutazione

7. IL PIANO EDUCATIVO PERSONALIZZATO
è per ogni ragazzo con difficoltà di apprendimento un diritto.
Il PEP, è da concordarsi con le famiglie e sottoscrivere da tutto il Consiglio di Classe.

8. NON SI DEVONO FARE DOMANDE DIRETTE E IMPROVVISE.
ma comunicarne l’intenzione e lasciare che i ragazzi rispondano seguendo il proprio percorso mentale

9. SOLO SE LO DECIDE IL RAGAZZO SI PARLA DI DISLESSIA
e ciò vale per ogni altra difficoltà di apprendimento.

10. LASCIARE CHE IL TEMPO SIA DI AIUTO AI RAGAZZI,
non solo nello studio o nei compiti, ma in tutta la loro organizzazione scolastica.


MA SOPRATTUTTO
PORRE ATTENZIONE ALL’AUTOSTIMA E AL CONCETTO DI SÉ DELL’ALUNNO.
NON SONO DISTRATTI, SVOGLIATI, SVANITI O…”CI MARCIANO”…
SONO DISLESSICI O CON DIFFICOLTÀ DI APPRENDIMENTO
E SPESSO LAVORANO PIÙ DEGLI ALTRI

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